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lavozdelmar

4月19日

Favole moderne

C'era una volta un giudice. C'era una volta una investigazione e c'era una volta un ministro. Il giudice indaga su una questione relativa al partito di opposizione. I due si incontrano, insieme ad altre persone, un fine settimana per una battuta di caccia. E scoppia lo scandalo. Non è bello che un giudice si faccia vedere con un membro del governo mentre sta indagando su alcuni politici dell'opposizione, come se fossero amici. La faccenda finisce sui giornali. Ne parlano tutti. Si scopre addirittura che il ministro, del ministero di giustizia, non possieda la licenza per cacciare in quella zona. Ma come, il ministro di giustizia che non rispetta una legge tanto semplice? Viene multato di 3000 euro. L'opposizione comunque insorge e chiede le dimissioni del ministro, che puntualmente presenta al governo e che vengono accettate. Ora non è piu ministro.
Una bella favola no? Chi sbaglia paga...
2月15日

Castrazione chimica: ammissione di incompetenza.

Dire di essere favorevoli alla castrazione chimica come punizione per i reati a sfondo sessuale, equivale a dire di non averci capito niente.
Lo scenario è drammatico e il futuro è preoccupante. Finirà che anche in occidente si userà il burka per coprire le donne, così che non potranno sollecitare gli stimoli sessuali maschili.
Ma andiamo con ordine.
I recenti e numerosi fatti di cronaca relativi a reati sessuali ci dovrebbero costringere ad una riflessione. Un paese cattolico come il nostro, che ospita lo Stato cattolico per eccellenza, e che è disposto a fare una legge in due giorni pur di farlo contento, dovrebbe chiedersi dove ha fallito. Il sesso, si sa, ha solo una funzione: la riproduzione. Tutto il resto, è proibito. Non sono scandalosi tutti questi stupri? Non offendono la vita (e la religione)? Pare di no... Allora, se non interviene la chiesa, intervengono i politici. Che a quanto pare, anche loro si esonerano dal riflettere (non sono pagati dal popolo italiano per questo?) e fanno a gare per trovare una soluzione che riempie loro la bocca di cose che a me lasciano a dir poco sorpresa.
La castrazione chimica. Qualcuno dovrebbe raccontare loro la storia di Alan Turing, condannato per omossessualità nel 1952 in Inghilterra, e suicidatosi due anni dopo. Con tanto di seno.
Voi direte, e vabbeh ma stiamo parlando di più di 50 anni fa... i medicinali sono cambiati e poi all'epoca era tutto più drastico. Appunto. Stiamo tornando indietro.
La castrazione chimica abbassa i livelli di testosterone, quindi lo stimolo sessuale. Si tratta di usare un farmaco, che evidentemente dovrebbe essere sommistrato per tutta la vita (??), che può avere controindicazioni come tutti i farmaci e che sicuramente non cambia la psiche delle persone. È una sorta di calmante. Ma la persona che stupra non ha solo uno stimolo sessuale, ce l'ha deviato, e manco di poco. È una persona che si eccita facendo del male. Procura dolore, a volte morte. Sicuramente traumi. È una persona che disprezza. E vogliamo incolpare lo stimolo sessuale per tutto questo? Conosco uomini che hanno un meraviglioso stimolo sessuale, ma non farebbero mai una cosa del genere. Che dire? Che ne hanno poco, o che sono persone equilibrate?
Una soluzione come questa, deresponsabilizza la società, la chiesa, e rende tutti gli uomini dei possibili stupratori (uh ma guarda un po' un concetto del genere lo aveva quasi espresso berlusca quando diceva che le donne italiane belle sono talmente tante che non basta l'esercito per difenderle...).
Spero che invece di parlare di farmaci, si apra un dibattito dove si metta in discussione l'educazione, la televisione, la scuola, le religioni, e ci si proietti verso una educazione civica che è sempre più assente nella nostra vita. Ah, già, ma ora comincia Sanremo, col suo Povia e il re di playboy con le sue pilloline di viagra: la festa della sessualità autorizzata.
Magari ne riparliamo dopo.

1月23日

Di sinistra c'e' rimasta solo la mia mano scrivente....

E' d'obbligo, dopo quello che ho scritto in precedenza, commentare l'ennesimo stupro (di cui si ha notizia.......) accaduto a Roma nei giorni scorsi.
Questa volta non evidenziero' l'uso strumentale del fatto di cronaca, perche' l'ho gia' fatto e sarebbe una ripetizione poco interessante. Stavolta voglio solo dire addio alla sinistra italiana. Forse in ritardo, perche' e' gia' andata via da tempo, sopratutto in me. Salutarla si, perche' puo' andar bene sottolineare una volta la mancata promessa di un sindaco che, ricordiamo, in campagna elettorale aveva garantito che avrebbe protetto la citta, ma non ripetutamente e unicamente. Possibile mai che la sinistra si sia dimenticata che lo stupro e' un problema culturale? Possibile mai che non c'e' nessuno in Italia che strilli (si perche ormai la politica si fa strillando...) che gli stupri non sono fatti di cronaca ma pieghe sociali? In altri paesi, come per esempio la Spagna, le donne assassinate o stuprate vengono contate, ovvero ogni volta che accade un fatto di questi, viene detto a che numero di vittime siamo, cosa si puo' fare per risolvere il problema, quale numero telefonico di soccorso specifico dobbiamo chiamare se ci troviamo in un caso di maltrattamenti familiari etc. E qui? Pura, squallida, cruenta (si, perche i particolari fanno audience), fredda cronaca  nera o agghiacciante strumento politico. Quindi saluto la  sinistra perche' come donna non mi rappresenta gia' da tempo e negli ultimi anni lo sta solo confermando. Perche', anche come elettrice, prima di tutto sono una donna, e se non mi proteggo da sola, mi pare che non ci pensi nessun altro.....
10月26日

Tutto cio' che dovreste sapere sui pc ma non osate chiedere.

La legge del capitalismo che consente, senza pieta', di generare il bisogno di un prodotto al fine di aumentarne le vendite, ha fatto si che tutti noi avessimo in casa un computer, rigorosamente dotato di wifi, e una stampante.
C'e' chi si compra il computer per vedere le foto, chi per stamparle, chi per chattare, chi per giocare e cosi' via... Ma a fronte di una diffusione cosi vasta dei computer, non c'e' stato un aumento della conoscenza del mezzo. Ovvero, la maggior parte  di quelli che comprano sono piu' o meno all'oscuro di cosa sia Windows, o un programmazione di navigazione internet, o una scheda madre.
In effetti, lo stesso problema non si pone, per esempio, con una automobile. Quando si rompe, piu o meno sappiamo tutti cosa si sia rotto e la portiamo dal meccanico. Accettiamo, volenti o nolenti, il conto da pagare.
Questo non accade con i computer. Non solo pretendiamo che funzionino sempre, ma anche che  ce lo riparino gratis. Inoltre, e' scontato dire che non siamo stati noi a romperlo. Un virus? E come e' entrato? Io non ho fatto niente.. e via dicendo...
Allora, scrivo queste quattro righe per ricordare alcune cosette ai consumatori di computer, videogiochi, internet e stampanti.
1) Qualunque cosa compriate, include un manuale. E' fatto per essere letto.
2) Il computer non e' progettato per la libera iniziativa: lui fa quello che gli diciamo noi.
3) Non dite mai al tecnico che vi deve riparare il computer che siete un esperto di informatica: in una frazione di secondo perderete la sua stima e si sentira' in obbligo di fregarvi.
4) Se sul computer c'e' un messaggio che vi dice di fare i dischi di ripristino, cazzo fateli! E' con voi che sta parlando...
5) Se il vostro amico esperto di computer vi ha aggiustato il computer, pagatelo!!
6) Se non avete problemi di spazio, perche' vi siete fatti l'impianto wifi? Ve lo siete chiesto?
7) Il portatile e' un computer pensato per essere "portato" con se. Quindi, tenerlo acceso tutto il giorno con emule che scarica a manetta e lamentarsi che surriscaldi mi sembra un po' eccessivo....
8) Non meravigliatevi che la batteria abbia una garanzia limitata. Sicuramente stava scritto in qualche foglietto, incluso nella scatola, che avrete buttato.
9) Office e' un insieme di programmi.
10) Office si paga.
11) Anche il sistema operativo si paga.
12) Quale sia il sistema operativo sul vostro computer equivale a dire se l'automobile va a gas, benzina o diesel: non potete non saperlo.
13) Qualunque programma installato nel computer ha un HELP.
14) L'idea di fare un corso per imparare ad usare il computer non e' poi cosi' brutta.
.. per adesso mi fermo, ma non finisce qui :-)
8月24日

Violenza a Roma. Come strumentalizzare la violenza alle donne, parte seconda.

Qualche mese fa, a Roma, ci fu un caso di violenza sessuale che io, in post, commentai come un episodio usato per la campagna elettorale. Ora, che non siamo in campagna elettorale, accade un nuovo episodio di violenza. E vediamo come viene commentato dalle forze politiche.
Nel primo caso, si grido' all'emergenza: Roma si stava trasformando nella piu' pericolosa citta del mondo, soprattutto per colpa degli stranieri. In quel caso infatti, fu uno straniero a commettere il reato, nei confronti di una ragazza che usciva da una stazione di treni a mezzanotte, in piena periferia di Roma.
In questo secondo episodio, terribile quanto il primo, (dal mio punto di vista,.. è ovvio) non ci sono stati gli stessi eccessi di allarmismo. Anzi, chi prima sosteneva che era necessario fare qualcosa per impedire questi eccessivi atti di violenza, ora dice "dobbiamo invitare tutti i cittadini e tutti i turisti che vengono a Roma a tenere dei comportamenti di prudenza per ridurre i rischi che sono presenti in tutte le grandi metropoli europee" (citazione copia/incolla da repubblica.it). Ovviamente, chi lo dice ha vinto le elezioni e sta governando la capitale d'Italia.
Tra i due fatti sono solo passati pochi mesi e una campagna elettorale. Come e' possibile una reazione cosi diversa?
E' evidente a tutti, credo. Prima, c'era da sensibilizzare e influenzare lo stato d'animo dei votanti, ora no. Ora non e' il caso perche' le cose sono in corso d'opera, meglio non agitare le acque.
E non e' triste, e' drammatico che si continui ad ignorare quello che noi donne vediamo: la violenza contro di noi e' un dato di fatto, un qualcosa con cui dobbiamo convivere, che nemmeno l'esercito puo' fermare (ogni riferimento alle violenze durante le guerre e' puramente voluta).
Uno stupro o la morte di una donna resta un fatto di cronaca da usare a proprio piacimento e non un problema culturale maschile.
 
Madrid  
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