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    August 24

    Violenza a Roma. Come strumentalizzare la violenza alle donne, parte seconda.

    Qualche mese fa, a Roma, ci fu un caso di violenza sessuale che io, in post, commentai come un episodio usato per la campagna elettorale. Ora, che non siamo in campagna elettorale, accade un nuovo episodio di violenza. E vediamo come viene commentato dalle forze politiche.
    Nel primo caso, si grido' all'emergenza: Roma si stava trasformando nella piu' pericolosa citta del mondo, soprattutto per colpa degli stranieri. In quel caso infatti, fu uno straniero a commettere il reato, nei confronti di una ragazza che usciva da una stazione di treni a mezzanotte, in piena periferia di Roma.
    In questo secondo episodio, terribile quanto il primo, (dal mio punto di vista,.. è ovvio) non ci sono stati gli stessi eccessi di allarmismo. Anzi, chi prima sosteneva che era necessario fare qualcosa per impedire questi eccessivi atti di violenza, ora dice "dobbiamo invitare tutti i cittadini e tutti i turisti che vengono a Roma a tenere dei comportamenti di prudenza per ridurre i rischi che sono presenti in tutte le grandi metropoli europee" (citazione copia/incolla da repubblica.it). Ovviamente, chi lo dice ha vinto le elezioni e sta governando la capitale d'Italia.
    Tra i due fatti sono solo passati pochi mesi e una campagna elettorale. Come e' possibile una reazione cosi diversa?
    E' evidente a tutti, credo. Prima, c'era da sensibilizzare e influenzare lo stato d'animo dei votanti, ora no. Ora non e' il caso perche' le cose sono in corso d'opera, meglio non agitare le acque.
    E non e' triste, e' drammatico che si continui ad ignorare quello che noi donne vediamo: la violenza contro di noi e' un dato di fatto, un qualcosa con cui dobbiamo convivere, che nemmeno l'esercito puo' fermare (ogni riferimento alle violenze durante le guerre e' puramente voluta).
    Uno stupro o la morte di una donna resta un fatto di cronaca da usare a proprio piacimento e non un problema culturale maschile.

    Comments (2)

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    andreinawrote:
    Sono d'accordo, ma mi riferivo alla violenza. Nel senso che la violenza sessuale è un problema culturale maschile, ma questo non escludeva la necessita' di maggior coinvolgimento delle donne nel risolverlo. E questo si, come dici anche tu, vale per tutti i paesi del mondo. Grazie per il tuo apporto.
    Aug. 25
    Pupo Biondowrote:
    Sarebbe, anzi, è importante fare questi raffronti, sono davvero molto istruttivi. Peccato che normalmente la gente ha poco tempo - diciamo così - per queste cose. Questo per quanto riguarda l'aspetto politico del tuo intervento.
    Poi, nel merito, è così: tra le tante, purtroppo, forme di discriminazione, il maschilismo è la più radicata e, mi pare, la più diffusa su scala globale, anche in Cina e in India.
    Piccola nota, perdonami se puoi: il problema culturale riguarda anche le donne, che non sono abbastanza attive, secondo me.


    Aug. 25

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